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Il mio Paese $BlogItemTitle$>
sabato, 28 novembre 2009
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Il mio Paese
O cari monti del mio Paese,
valli ridenti, pianure estese,
lago di Garda, lago Maggiore,
d'Iseo, di Como, vi sogna il core!
Superbi fiumi che al mar correte
e cento macchine liete movete;
Po serpeggiante, vago Ticino,
Adige, Arno, Tever divino,
Metauro, Tronto, Volturno chiaro,
i vostri nomi con gioia imparo.
E tu mi brilli nella memoria,
o Piave ceruto, con la tua gloria
Vorrei cantarvi tante canzioni,
o dell'Italia dolci regioni:
Piemonte, Veneto, e Lombardia,
Liguria, Emilia, Toscana mia!
Le Marche, e l'Umbria vorrei vedere,
L'Abruzzo, il Lazio e le costiere
della Campania, tutte un giorno,
ricche di frutta, di grano e vino.
Puglia, Calabria, Basilicata
Sicilia, bella terra incantata,
Sardegna bruna di lá dal mare
oh, vi potessi tutte ammirare!
A. Cuman Pertile
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AUTUNNO $BlogItemTitle$>
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AUTUNNO
Autunno mansueto, io mi posseggo
e piego alle tue acque a bermi il cielo,
fuga soave d'alberi e d'abissi.
Aspra pena del nascere
mi trova a te congiunto;
e in te mi schianto e risano:
povera cosa caduta
che la terra raccoglie.
Salvatore Quasimodo
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Perchè si dice "piantare in asso"? $BlogItemTitle$>

Teseo e Arianna.
Perchè si dice "piantare in asso"?
Intendendo"lasciare qualcuno all'improvviso"?
Questo modo di dire deriva dalla locuzione"
piantare in Nasso",riferita a una vicenda appartenuta
alla mitologia greca.Si racconta,infatti, che Teseo,
l'eroe del Minotauro, abbandonò la sua sposa
"Arianna" sull'isola di Nasso, dopo che lei lo aveva
aiutato col celeberrimo filo....ad uscire dal labirinto.
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Perchè il rubinetto si chiama cos'ì $BlogItemTitle$>

"Rubinetto" deriva dal francese "robinet"
diminuitivo di "robin",vocabolo gergale che indica
l'ariete.In Francia, la chiavetta che regolava la cannella
dell'acqua era spesso ornata da una testa di animale,
e la scelta cadeva quasi sempre-appunto-sul montone.
quindi cominciò a diffondersi la parola "robinet",
cioè piccolo montone, che poi fu italianizzata in rubinetto.
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Umberto Veronesi Un vanto per l'Italia $BlogItemTitle$>

La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata per lunghi decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si è occupato del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna Veronesi è stato primo teorizzatore e strenuo propositore della quadrantectomia, dimostrando come le curve di sopravvivenza di questa rispetto a quelle della mastectomia sono le medesime, ma a impatto estetico e soprattutto psicosessuale migliore.Cresciuto in una cascina alla periferia di Milano in una famiglia patriarcale, Veronesi perse il padre all'età di soli sei anni.A 18 anni, durante la Seconda Guerra Mondiale, una mina gli esplose sotto i piedi, e per un mese fu in pericolo di vita, e dovette subire numerosi interventi.Laureatosi in Medicina e Chirurgia presso l'Università Statale di Milano nel 1950, affinò la sua preparazione scientifica nel campo oncologico presso l'Istituto nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori, nel quale fu attivo fin da dopo la sua laurea e del quale divenne in seguito direttore per 18 anni.Ha alternato la sua attività presso il citato Istituto con esperienze di lavoro e di studio in Francia e nel Regno Unito. Nel 1965 ha partecipato alla fondazione dell'AIRC e ha fondato nel 1982 la Scuola Europea di Oncologia. è stato direttore scientifico dell'IEO - Istituto Oncologico Europeo una prima volta dal 1994 al 2000 e, successivamente, dal 2001 a oggi. Nel 2003 è stata istituita la Fondazione Umberto Veronesi.Da sempre impegnato nella lotta al cancro, specialmente quello femminile alla mammella, è sostenitore della campagna contro il fumo[3]. Proprio sui tumori mammari sono stati concentrati i suoi studi. Attualmente sta sperimentando alcuni derivati della vitamina A per verificare se potranno avere un ruolo nel ridurre l'incidenza del carcinoma mammario.Nel 1993 fu nominato dall'allora Ministro della Sanità Raffaele Costa membro della commissione nazionale incaricata di redigere un piano contro le malattie tumorali. Nel 1998 fu membro della commissione che dovette giudicare gli effetti della cura anti-cancro nota come “terapia Di Bella”.Nel 2000 fu incaricato del Ministero della Sanità nel governo presieduto da Giuliano Amato, incarico che tenne fino al maggio2001.Nel 2005 presta il suo volto alla campagna per il referendum per l'abolizione della legge 40 sulla procreazione assistita.Nel 2006 entra a far parte del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Mondadori.Alle elezioni politiche dell'aprile 2008 è stato capolista in Lombardia nelle liste del Partito Democratico ed è stato eletto al Senato.Nel 2009 ha ricevuto il Premio America della Fondazione Italia USA.
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L'oro d'autunno $BlogItemTitle$>
venerdì, 27 novembre 2009
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L'oro d'autunno
L'oro d'autunno sale giorno a giorno,
per gradini di verde
lungo il fuso del pioppo,
fino all'esile vetta. Ancora resta
lassù sospeso, un breve tempo: e' intanto
l'ultimo verde cade. Poi nel bianco
cielo, come una fiamma fatua, dolcemente
si esala, vola via, si perde.
Diego Valeri
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27 novembre Beata Vergine della Medaglia Miracolosa $BlogItemTitle$>
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Beata Vergine della Medaglia Miracolosa
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A Parigi, al numero civico 140 di Rue Du Bac, c’è un Santuario, nel quale si trova la Cappella della Medaglia miracolosa: non è molto distante dal Louvre ed è comodamente raggiungibile mediante la metropolitana.La Cappella attira ogni anno un milione di pellegrini, persone di ogni razza e colore, che vengono qui, nel cuore di Parigi, a cercare una risposta ai loro problemi esistenziali, a chiedere grazie alla Madre che tutto sa e comprende e con cui ci si può sfogare come soltanto con una madre è possibile fare. È il mistero di Rue du Bac, che nasce 174 anni fa, dalle apparizioni della S. Vergine a una giovane novizia delle Figlie della Carità di S. Vincenzo de’Paoli, Caterina Labourè, a cui la Madonna affidò la realizzazione di una medaglia cosiddetta “miracolosa” che, da quasi due secoli ormai, ha conquistato con le sue innumerevoli grazie e prodigi il mondo intero.La stessa Caterina Labourè, così racconta la storia delle apparizioni: “Venuta la festa di San Vincenzo la buona Madre Marta (direttrice delle novizie) ci fece un'istruzione sulla devozione dovuta ai Santi e specialmente sulla devozione alla Madonna. Questo mi accese un gran desiderio di vedere la Santissima Vergine, che andai a letto col pensiero di vedere in quella stessa notte la mia buona Madre Celeste: era tanto tempo che desideravo vederla. Essendoci stato distribuito un pezzettino di tela di una cotta di San Vincenzo, ne tagliai una metà e l'inghiottii. Cosi mi addormentai col pensiero che San Vincenzo mi avrebbe ottenuto la grazia di vedere la Madonna. Alle undici e mezzo mi sento chiamare per nome: “Suor Labouré! Suor Labouré”. Svegliatami, guardo dalla parte dove veniva la voce, che era dal lato del passaggio del letto, tiro la cortina e vedo un Fanciullo vestito di bianco, dai quattro ai cinque anni, il quale mi dice: “Vieni in cappella; la Madonna ti aspetta”.
Egli mi nel presbiterio, dove io mi posi in ginocchio e lui rimase tutto il tempo in piedi. Parendomi il tempo troppo lungo, ogni tanto guardavo per timore che le suore vegliatrici passassero dalla tribuna. Finalmente giunse il sospirato momento. Il Fanciullino mi avverti, dicendomi: “Ecco la Madonna, eccola!”. Sentii un rumore come il fruscio di vesti di seta venire dalla parte della tribuna, presso il quadro di San Giuseppe, e vidi la Santissima Vergine che venne a posarsi sui gradini dell'altare dal lato del Vangelo. Dire ciò che provai in quel momento e ciò che succedeva in me, mi sarebbe impossibile… Io, guardando la Santissima Vergine, spiccai allora un salto verso di Lei, ed inginocchiandomi sui gradini dell'altare, appoggiai le mani sulle ginocchia di Maria...Fu quello il momento più dolce della mia vita… “Figlia mia - mi disse la Madonna - Dio vuole affidarti una missione. Avrai molto da soffrire, ma soffrirai volentieri, pensando che si tratta della gloria di Dio. Avrai la grazia; dì tutto quanto in te succede, con semplicità e confidenza. Vedrai certe cose, sarai ispirata nelle vostre orazioni, rendine conto a chi é incaricato dell'anima tua...”.Quanto tempo restassi con la Madonna, non saprei dire: tutto quello che so è che, dopo di avermi lungamente parlato, se ne andò scomparendo come ombra che svanisce, dirigendosi verso la tribuna, per quella parte da cui era venuta. Tornata a letto, sentii suonare le due e non ripresi più il sonno”. Il 27 Novembre dello stesso anno, alle 17,30, Caterina ha una nuova visione durante la meditazione in cappella: vede come due quadri animati che le passano davanti in dissolvenza incrociata. Nel primo, la Santa Vergine è in piedi su una semisfera (il globo terrestre) e tiene tra le mani un piccolo globo dorato. I piedi di Maria schiacciano un serpente. Nel secondo, dalle sue mani aperte escono raggi di uno splendore abbagliante. Nello stesso tempo Caterina ode una voce, che dice: “Questi raggi sono il simbolo delle grazie che Maria ottiene per gli uomini”.Poi un ovale si forma attorno all’apparizione e Caterina vede scriversi in un semicerchio questa invocazione, prima sconosciuta, in lettere d’oro: “O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te”.Subito dopo l’ovale della medaglia si gira e Caterina ne vede il rovescio: in alto una croce sormonta la M di Maria, in basso due cuori, l’uno incoronato di spine, l’altro trapassato da una spada. Caterina ode allora queste parole:”Fai coniare una medaglia, secondo questo modello. Coloro che la porteranno con fede riceveranno grandi grazie”.Caterina riferisce al suo confessore, il Padre Aladel, la richiesta fatta dalla Madonna circa la medaglia, ma il sacerdote reagisce negativamente ed intima alla novizia di non pensare più a queste cose. Qualche mese più tardi, pronunciati i voti, Caterina Labourè viene inviata al ricovero di Enghien per curare gli anziani. La giovane suora si mette al lavoro,. ma una voce interiore l’assilla continuamente: “Si deve far coniare la medaglia”.Caterina ne riparla al suo confessore. Intanto nel febbraio del 1832 scoppia a Parigi una terribile epidemia di colera, che provocherà più di 20.000 morti. In giugno le Figlie della Carità cominciano a distribuire le prime 2.000 medaglie, fatte coniare da Padre Aladel. Le guarigioni si moltiplicano, come le protezioni prodigiose e le conversioni spirituali. Il popolo di Parigi comincia a chiamare la medaglia “miracolosa”.Nell’autunno 1834 c’erano già più di 500.000 medaglie. Un anno dopo soltanto ne circolavano più di un milione. Nel 1839 la medaglia veniva diffusa in più di dieci milioni di esemplari, e alla morte di suor Caterina, nel 1876, si contavano più di un miliardo di medaglie!
Autore: Maria Di Lorenzo
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Per ridere un cicinin $BlogItemTitle$>
Una coppia decide di passare le ferie in una spiaggia dei Caraibi, nello stesso hotel dove passarono la luna di miele 20 anni prima.
Però per problemi di lavoro, la moglie non può accompagnare subito il marito:l'avrebbe raggiunto alcuni giorni dopo. Quando l'uomo arriva, entra nella camera dell'hotel e vede che c'è un computer con l'accesso ad internet. Decide allora di inviare una e-mail a sua moglie, ma sbaglia una lettera dell'indirizzo e, sensa accorgersene, la manda ad un altro indirizzo.
La e-mail viene ricevuta da una vedova che stava rientrando dal funerale di suo marito e che decide di vedere i messaggi ricevuti.
Suo figlio, entrando in casa poco dopo, vede sua madre svenuta davanti al computer e sul video vede la e-mail che lei stava leggendo:
Cara sposa, sono arrivato.Tutto bene.
Probabilmente ti sorprenderai di ricevere mie notizie per e-mail, ma adesso anche qui hanno il computer ed è possibile inviare messaggi alle persone care.Appena arrivato mi sono assicurato che fosse tutto a posto anche per te quando arriverai lunedì prossimo...Ho molto desiderio di rivederti e spero che il tuo viaggio sia tranquillo, come lo è stato il mio.
N.B. Non portare molti vestiti, perchè quì fa un caldo infernale!!! 
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